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18 ottobre 2017

Echi dal palco: I Parenti di Averroè


I Parenti di Averroè, Progetto Aliremote, di Elisa Romagnani e Giulia Aiazzi, Performance Act. Palco B: 21.00 mercoledì 30 agosto, Palco C: 21.00 giovedì 31 agosto, Palco B: 21.00 vernerdì 1 settembre.

Ringraziamo l’Ufficio Stampa per averci segnalato questo evento e ricordiamo a tutti che è possibile inviarci comunicati e segnalazione di eventi all’indirizzo di posta elettronica: wordsandmore@inbox.com

ROMA FRINGE FESTIVAL 2017
VI Edizione

26 agosto – 17 settembre
Villa Mercede, Via Tiburtina 113 – 115. Dalle 19.30 a mezzanotte

I Parenti di Averroè
Progetto Aliremote (Prato)
di Elisa Romagnani e Giulia Aiazzi
Performance art


Palco B: 21.00 mercoledì 30 agosto, Palco C: 21.00 giovedì 31 agosto, Palco B: 21.00 venerdì 1 settembre

I parenti di Averroè è una parodia bonariamente perfida sull’incomprensibile e assurdo garbuglio concettuale che caratterizza talvolta alcune rappresentazioni del teatro danza contemporaneo e che rende lo spettacolo una semplicistica somma di “teatro+danza”, in cui il legame tra l’attore che parla e il danzatore che si muove sparisce davanti agli occhi dello spettatore comune.


Capita sempre più spesso di assistere a performance che finiscono involontariamente per suscitare l’ilarità più sfrenata dello spettatore medio che difficilmente possiede i requisiti necessari per comprendere pienamente il pensiero dell’autore. Il pubblico si trova ad uscire dal teatro inesperto e ignorante, violentato da una presunta poetica dell’artista, chiedendosi di fatto se quest’ultima esista davvero o sia soltanto il malefico intento dell’autore di sfinire le meningi dei critici in cerca del significato perduto. Lo schema è costruito attorno a un estratto de Le Città Invisibili di Italo Calvino; Tamara è la città dei segni, il luogo in cui ad ogni simbolo corrisponde qualcosa, nella quale l’uomo non fa “che registrare i nomi con cui essa definisce se stessa e tutte le sue parti”, uscendone tuttavia ignaro di cosa davvero la città nasconda “sotto questo fitto involucro di segni”.

La sequenza danzata viene modellata attraverso il testo, svincolandosi progressivamente dal soggetto della narrazione per relazionarsi con i pieni e i vuoti del testo. Suddetto schema si ripete in un crescendo parodistico fino a rompersi, esplodere, schernirsi, sfigurarsi e diventare la caricatura di se stesso, di quel mondo spesso incomprensibile chiamato “teatro danza”. Scherzando su alcune delle dinamiche più comuni del teatro danza, I Parenti di Averroè tenta di alleggerire e riscattare un’arte che a volte si prende anche fin troppo sul serio.

Per info, prevendite e programma: www.romafringefestival.it

Ufficio Stampa HF4 – Marta Volterra marta.volterra@hf4.it +39.340.96.900.12

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