Apollo 9, prova generale per l’allunaggio

Apollo 9, prova generale per l’allunaggio

(Apollo 9) Articolo scritto da E.T.A. Egeskov per Pillole di Cultura

Il 3 marzo 1969 partiva da Cape Canaveral la missione Apollo 9, la prima con tutti i moduli dell progetto Apollo, prova generale per l’allunaggio del luglio successivo.

SOMMARIO

Tutti quanti ricordiamo la data del 20 luglio 1969 perché per la prima volta un essere umano mise piede su un suolo alieno.

La missione Apollo 11 realizzò l’obiettivo dell’allunaggio e due uomini poterono calpestare la polvere della Luna.

Ciò fu possibile anche grazie alla buona riuscita della missione Apollo 9 del marzo 1969.

Praticamente la penultima prova generale prima dell’allunaggio.

Apollo 9. La sfida della conquista della Luna

I 25 maggio 1961 il presidente J.F. Kennedy annunciò che gli americani sarebbe andati sulla Luna prima della fine di quel decennio.

Lo fece di fronte al Congresso Americano riunito in sessione congiunta.

E fu in qualche modo una reazione d’orgoglio degli USA di fronte ai successi dei sovietici in campo spaziale.

Vide così la luce il progetto Apollo, già in qualche modo concepito durante la precedente presidenza Eisenhower.

L’obiettivo era molto ambizioso e il programma per realizzarlo fu una delle sfide tecnologiche più riuscite della storia.

Apollo 9. Mercury, Gemini e infine Apollo

Per colmare il gap in ambito spaziale che divideva gli americani dai russi fu varato un’ambizioso progetto spaziale.

Nel 1958 iniziò il programma Mercury che intendeva recuperare il divario accumulato con i sovietici.

Chiuso nel 1963 il programma Mercury seguì il programma Gemini, ovvero navicelle spaziali a due posti (contro quelle monoposto del Mercury).

Dal 1963 al 1966 i lanciatori Titan (Titan I e Titan II) lanciarono in orbita le navicelle Gemini (2 senza equipaggio e 10 con equipaggio).

Furono missioni importantissime per sviluppare la tecnologia necessaria al successivo programma Apollo.

Programma che vide la luce nel 1967 con il terribile incidente dell’Apollo 1 in fase di collaudo sulla rampa di lancio.

Veniva utilizzato il nuovo vettore Saturn e prevedeva tre uomini d’equipaggio.

L’obiettivo finale era far giungere due uomini a camminare sul suolo lunare.

Apollo 9

Apollo 9. La penultima prova generale per l’allunaggio

Dopo lo sfortunato incidente dell’Apollo 1 nel 1967 si dovette attendere sino all’ottobre del 1968 per il primo lancio con equipaggio.

Si trattava dell’Apollo 7 e nonostante avesse a bordo tutti e tre i membri dell’equipaggio mancava ancora il modulo lunare (LM).

Fu soltanto qualche mese più tardi, il 3 marzo 1969 che con la missione Apollo 9 furono lanciati in orbita sia il CSM che il LM.

Ovvero il Modulo di Comando e Servizio e il Modulo Lunare.

Durnate tale missione vennero sperimentati entrambi in vista della missione di luglio dove era previsto il primo allunaggio.

Fu dunque una missione importantissima, anche perché il tempo stringeva e il decennio stava per finire.

Se la missione Apollo 9 fosse fallita la possibilità allunare entro la fine degli anni ’60 come promesso da Kennedy sarebbe diventata quasi impossibile.

Apollo 9. Servì anche per Apollo 13

Furono svolte tutte le prove di accensione dei propulsori per la discesa sulla luna e successiva risalita.

Fu anche testato il rendez-vous spaziale fra i due moduli (per simulare il ritorno del modulo LM dalla Luna per aggangiarsi al modulo CSM).

Fu testata anche la possibilità di spingere i due moduli insieme grazie ai propulsori di discesa del modulo LM.

Era una prova svolta in vista di un possibile utilizzo d’emergenza in caso di guasto dei prosulsori del modulo CSM.

Caso volle che nella missione dell’aprile 1970 la navicella Apollo 13 abbia dovuto utilizzare proprio questa modalità per far rientro sulla Terra.

La vicenda dell’Apollo 13 è forse ancora più famosa di quella dell’Apollo 11 e dello sbarco anche grazie a un noto film che ne ha raccontato i drammatici momenti vissuti nello spazio.

Foto di Thomas G. da Pixabay

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30 febbraio 1712, è esistito davvero ma solo in Svezia!

(30 febbraio 1712) Articolo scritto da E.T.A. Egeskov per Pillole di Cultura e Il crogiuolo

Il 30 febbraio non è un errore di battitura ma un unicum nella storia, accaduto nel 1712 e soltanto in Svezia.

SOMMARIO

In un precedente articolo abbiamo raccontato di un giorno che non è mai esistito.

Si trattava del 30 dicembre 2011 e l’evento aveva riguardato le isole Samoa e le Tokelau.

In quel caso si era trattato di spostare la linea del cambiamento di data e per farlo nelle due nazioni del Pacifico era stato cancellato un giorno.

Nel caso svedese, invece, è stato aggiunto eccezionalmente un altro giorno a febbraio.

Trattandosi di un anno bisestile al 29 febbraio non è seguito il 1 marzo come da consuetudine ma un eccezionale 30 febbraio.

30 febbraio 1712. I giorni di febbraio

Tutti quanti ricordiamo la filastrocca dei mesi imparata sui banchi di scuola delle elementari.

30 giorni a novembre con april, giugno e settembre, di 28 ce n’è uno, tutti gli altri ne han trentuno.

E il mese che ha 28 giorni lo sappiamo tutti è febbraio, anomalo rispetto a tutti gli altri per la sua lunghezza (o per quanto è corto se volete!).

Sappiamo anche che negli anni bisestili febbraio si allunga e finisce con l’avere 29 giorni, proprio come capita in questo 2024.

Perché ogni quattro anni (periodo bisestile) febbraio ha un giorno in più?

Per compensare il calcolo dei giorni che compongono un anno.

Noi diciamo che un anno ha 365 giorni, ma ci dimentichiamo delle ore e dei minuti.

Dunque ogni quattro anni aggiungiamo un giorno per fare in modo che il calendario umano corrisponda con quello astronomico.

30 febbraio 1712. Calendario Gregoriano e Calendario Giuliano

Quello che utilizziamo oggi in quasi tutto il mondo (almeno in quello occidentale) è il calendario definito Gregoriano.

Ovvero quello varato da Papa Gregorio XII dal quale ha preso il nome.

Nel 1582 il papa si accorse che il calendario umano non era più allineato con quello astronomico e decise quindi di riallinearli.

Il precedente calendario utilizzato era quello detto Giuliano, ovvero quello varato da Giulio Cesare circa sedici secoli prima.

Con l’andare del tempo il Calendario Giuliano era andato avanti di 10 giorni rispetto a quello astronomico.

Questo perché in realtà l’anno solare dura 365 giorni, 5 ore e 49 minuti e 16 secondi.

Aggiungendo un giorno ogni quattro è come se si dicesse che mediamente ogni anno dura 365 giorni e 6 ore esatte.

Va da sé che ogni anno si guadagnano 10 minuti e 44 secondo che moltiplicati per circa 1600 anni fanno grossomodo 10 giorni.

Per questo motivo papa Gregorio XII decretò dopo il 4 ottobre del 1582 anziché seguire come di consueto il giorno 5 ci fosse invece il giorno 15 ottobre.

In questo modo vennero riallineati i due calendari, umano e astronomico.

30 febbraio 1712. La resistenza protestante

Se in tutti i paesi a maggioranza cattolica venne immediatamente adottato il Calendario Gregoriano altrettanto non avvenne nei paesi protestanti.

Per ragioni di opportunità politica in tanti stati si preferì mantenere, almeno per un po’ il vecchio Calendario Giuliano.

Con il tempo e la necessità di raccordare le date anche per via dei commerci sempre più fitti fra nazioni molti stati prostentanti passarono al Calendario Gregoriano.
Ognuno lo fece in medi e modi differenti.

Il caso della Svezia rimane unico e irripetibile.

30 febbraio 1712

30 febbraio 1712. Il pasticcio svedese

In Svezia nel 1699 si decise dunque di abbandonare il Calendario Giuliano per adottare quelle Gregoriano.

Contrariamente a quanto fatto nei paesi cattolici non si optò per la soluzione di cancellare 10 giorni dal calendario saltandoli a piè pari.

Si preferì invece un approccio più morbido cancellando soltanto il giorno 29 febbraio degli anni bisestili dal 1700 al 1740.

Ovvero un giorno ogni 4 anni per un totale di 10 giorni in 40 anni.

Così nel 1700 si passò dal 28 febbraio al 1 marzo saltando il 29 febbraio.

Purtroppo nel 1704 e nel 1708 gli svedesi, presi da faccende belliche, si dimenticarono di saltare il 29 febbraio (erano entrambi anni bisestili).

In questo modo si sarebbe dovuto allungare il tempo di cancellazione del 29 febbraio sino al 1748 per far quadrare i conti.

30 febbraio 1712. Aggiungere il giorno tolto

Avendo constatato la difficoltà ad adottare il Calendario Gregoriano in Svezia di decise dunque di tornare al Calendario Giuliano.

A quel punto però il calendario svedese era sfasato di un giorno rispetto al Calendario Giuliano universalmente adottato.

Questo perché nel 1700 aveva saltato il 29 febbraio.

Si decise dunque che nel 1712 si sarebbe recuperato il giorno perso e si decise che quell’anno febbraio avrebbe avuto 30 giorni.

Essendo infatti il 1712 un anno bisestile febbraio avrebbe già avuto 29 giorni, aggiungendone un altro si arrivava dunque a 30.

E fu così che per una sola volta nella storia della Svezia febbraio si compose di 30 giorni, restando un unicum irripetibile per sempre.

Per la cronaca gli svedesi si pentirono presto di tale decisione e già nel 1753 tornarono sui loro passi adottando il Calendario Gregoriano.

Memori dei pasticci degli inizi XVIII secolo decisero di passare dunque dal 18 al 28 febbraio di quell’anno.

30 febbraio 1712. Febbraio da 30 giorni già nella R|oma antica?

Per quanto possa sembrare incredibile il caso svedese non è l’unico ad aver annoverato un 30 febbraio sul calendario.

In Unione Sovietica nel 1929 si decise di adottare il Calendario Rivoluzionario Sovietico.

Si trattava di un calendario composto da 12 mesi di 30 giorni ciascuno più 5 (o 6 nel caso di anni bisestili) festività che non rientravano in alcun mese.

Nel 1930 e nel 1931 vi fu dunque un 30 febbraio nel calendario sovietico, salvo poi fare retromarcia immediatamente.

Infatti dal 1932 anche l’Unione Sovietica tornò ad adottare il calendario standard con febbraio di 28 giorni (29 in caso di anno bisestile).

Anche il Calendario Copto si compone di 12 mesi da 30 giorni ciascuno.

A questi va aggiunto un breve mese intercalare alla fine dell’anno composto da 5 giorno (o 6 nel caso di anno bisestile).

Simile a quello Copto fu anche il Calendario Rivoluzionario Francese che però ebbe vita breve (dal 1792 al 1805).

30 febbraio 1712. Quello svedese non è stato l’unico 30 febbraio

Stando a quanto affermato dallo studioso Sacrobosco nel 1235 nell’antico calendario giuliano il mese di febbraio avrebbe avuto 29 giorni.

Ovvero 30 giorni negli anni bisestili, praticamente un giorno in più rispetto a quello del nostro calendario moderno.

Secondo lo studioso medievale fu l’imperatore Augusto a togliere un giorno a febbraio per “donarlo” al mese Sextilis che venne rinominato agosto.

Difatti Sextilis divenne Augustus proprio per onorare l’imperatore, così come Iulius fu chiamato così in onore di Giulio Cesare.

Avendo agosto in origine, secondo il Sacrobosco, solo 30 giorni l’imperatore Augusto decise di portarlo a trentuno.

Aggiunse dunque un giorno, secondo questa teoria, per renderlo lungo uguale al mese di luglio (dedicato a Giulio Cesare).

Per fare ciò tolse un giorno da febbraio riducendo quest’utiltmo da 29 a 28 giorni.

Dunque da 30 a 29 negli anni bisestili.

Va sottolineato come però questa teoria del Sacrobosco non abbia mai trovato alcuna conferma documentale.

Foto di Unif da Pixabay

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Multiverso, parte il tour 2024 del cantautore Dario Naccari

(Multiverso) Articolo scritto da E.T.A. Egeskov per Pillole di Cultura

Dal 29 febbraio all’8 marzo Dario Naccari in concerto con Multiverso da sud a nord in Italia.

SOMMARIO

Parte il 29 febbraio da Reggio Calabria per arrivare a Torino l’8 marzo il nuovo tour di Dario Naccari.

Il cantautore siciliano presenterà così il suo discorso d’esordio dal titolo Multiverso.

Multiverso. Dario Naccari

Classe 1984, Dario Naccari è cantante, musicista, compositore e musicoterapeuta.

Ricopre anche il ruolo di cantante e di autore dei testi all’interno di Demomode, una band con la quale ha pubblicato due album.

Hai paura nel 2010 e OU nel 2014.

Nel 2020 ha pubblicato Comandante, un brano inciso con lo pseudonimo di Frenk.

È tornato a utilizzare il suo nome con l’incisione di Grosso Frenk nel 2022.

Nel 2023 pubblica Più Lento (in aprile) e Tirreno (a giugno).

Multiverso. L’album

Il brano d’esordio dell’album è Grosso Frenk, già conosciuto come singolo nel 2022.

Seguono poi Più Lento, Giovani in enterno, Comandante, Il giorno e la notte, Tirreno.

Arriva poi la canzone che da il titolo all’album, ovvero Multiverso.

Chiudono i brani Quelli che ben pensano (feat Tusco – Cover Frenkie hi-nrg).

Multiverso

La copertina dell’album è a sua volte un’opea d’arte della pittrice Manuela Macaluso (conosciuta come MACA).

Rappresenta vari livelli dell’esistenza umana, attraverso i quali l’uomo viaggia ed esplora anche il proprio interiore.

Una fusione fra micro e macro in una visione d’insieme fra terra e il proprio corpo.

Multiverso. Il tour

Primo appuntamento il 29 febbraio presso il Malavenda Cafè di Reggio Calabria.

Subito il giorno seguente, 1 marzo, ancora in Calabria al Whynot di Catanzaro.

Risalendo verso nord il 2 marzo appuntamento a Potenza al Pipistrello Club.

Nei due giorni successivi doppio appuntamento a Roma.

Il 3 marzo all’Arci Santa Libbirata e il 4 marzo alla fermata ATM Cipro con un format openstage.

Un giorno di riposo per poi essere il 6 marzo alla Gallery 16 di Bologna.

Il giorno seguente ancora più a nord a Pavia ai Downtown Studios.

Infine l’8 marzo a Torino ancora un format openspace alla fermata ATM Lingotto.

Per conoscere le altre date del tour dopo Torino e per saperne di più su Dario Naccari:

https://linktr.ee/darionaccari

Immagini by Gabriele Lo Piccolo

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Primavera Fiesolana, 11 serate prima dell’Estate Fiesolana

(Primavera Fiesolana) Articolo scritto da E.T.A. Egeskov per Pillole di Cultura

Grazie al grande successo delle passate edizioni dell’Estate Fiesolana, da quest’anno l’appuntamento triplica grazie alla Primavera Fiesolana e all’Autunno Fiesolano.

SOMMARIO

L’Estate Fiesolana è da anni un appuntamento imperdibile per Fiesole e il suo territorio.

Avendo raddoppiato il numero di spettacoli serale l’Estate Fiesolana ha finito con il chiamare aiuto.

E quest’anno arrivano a sostegno due nuovi appuntamenti per completare l’offerta fiesolana.

Primavera Fiesolana e Autunno Fiesolano, affiancheranno, in versione indoor, l’Estate Fiesolana dando continuità all’offerta sempre più ricca di spettacoli.

Primavera Fiesolana

Primavera Fiesolana. Tutto ha origine dall’Estate Fiesolana

Dal 1962 il Teatro Romano di Fiesole ospita il festival all’aperto più antico d’Italia.

L’Estate fiesolana in questi sessant’anni e oltre ha regalato emozioni con concerti e spettacoli serali in una magnifica cornice.

Tanto che negli ultimi anni le serate di apertura sono praticamente raddoppiate per la gioia del pubblico toscano.

Il Teatro Romano ha visto protagonisti un po’ tutti i grandi nomi, sia dello spettacolo che della musica.

Tanto che ormai l’appuntamento estivo fiesolano ha varcato gli stretti confini della Toscana per attirare pubblico da ogni dove.

Primavera Fiesolana

Primavera Fiesola. Tre sono meglio di uno

Visto il grande successo della rassegna estiva a Fiesole hanno pensato di raddoppiare.

Anzi, meglio, di triplicare.

Sono nate infatti la Primavera Fiesolana e l’Autunno Fiesolano.

Due appuntamenti indoor che garantiranno una continuità con l’appuntamento estivo arricchendo il cartellone.

Dal 6 al 24 aprile presso il Teatro di Fiesole appuntamento con la prima edizione della rassegna primaverile.

Undici spettacoli in cartellone partendo da Roberto Mercadini, passando per Tullio Solenghi, finendo con Umberto Abbiati.

E molto altro nelle altre serate, compresa la Camerata Fiesolana con musiche di Mozart, Bach e Haydn.

Appuntamento poi dopo l’estate con l’Autunno Fiesolano con date e cartellone ancora da definire.

Primavera Fiesolana
Primavera Fiesolana

Primavera Fiesolana. Il cartellone

Si parte il 6 aprile con lo spettacolo Little Boy. Storia incredibile e vera della bomba atomica di e con Roberto Mercadini.

Il 9 aprile appuntamento con Francesco Maccianti con il suo spettacolo musicale Songbook.

Doppio serata (10 e 11 aprile) con Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua in Chille de la Balanza. Manicomio addio! Franco Basaglia 100. (tra parentesi) La vera storia di un’impensabile liberazione.

Una serata Pazzesca. Tullio Solenghi legge Paolo Villaggio il 15 aprile.

Il 17 aprile Saverio Tommasi sarà in scena con Fuoco alle polveri!

Alessandro Quarta e Giuseppe Magagnino in concerto con No Limits il 19 aprile.

Il 20 aprile sarà la volta di Remo Anzovino musicherà dal vivo il film The Cameraman di Buster Keaton.

La Scuola di Musica di Fiesole – Camerata Fiesolana proporrà le musiche di Mozart, Bach e Haydn il 21 aprile.

Chiuderà il 23 e 24 aprile Roberto Abbiati con Una tazza di mare in tempesta (da Moby Dick di Herman Melville).

Primavera Fiesolana

Primavera Fiesolana. Info utili

Tutti gli appuntamenti primaverili si terranno presso il Teatro di Fiesole, sito in Largo Piero Farulli 1 a Fiesole (Firenze).

Gli spettacoli serali avranno inizio alle ore 21.00.

Fanno eccezione il concerto della Camerata Fiesolana del 21 aprile che inizierà alle 17.30.

E le due date del 23 e 24 aprile con Roberto Abbiati che si produrrà in quattro repliche alle 19.30, 20.15, 21.00 e 21.45.

Primavera Fiesolana

Foto per gentile concessione di Marco Mannucci

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Bollate Jazz Meeting 2024, dal 4 marzo al 22 aprile la 26ª edizione

(Bollate Jazz Meeting 2024) Articolo scritto da E.T.A. Egeskov per Pillole di Cultura

Dal 4 marzo al 22 aprile appuntamento con la 26ª edizione del Bollate Jazz Meeting 2024 presso l’Auditorium Don Bosco di Bollate (Milano).

SOMMARIO

Tutto nasce nel 1994 quando viene costituita l’Associazione Bollate Jazz Meeting nell’omonima città dell’hinterland milanese.

Lo scopo dell’associazione è far conoscere e promuovere la musica jazz.

Dal 1997 organizza la rassegna annuale Conoscere il Jazz, realizzata in collaborazione con il comune di Bollate.

Quella del 2024 è la 26ª edizione del Bollate Jazz Meeting.

Bollate Jazz Meeting 2024. Il gatto e la volpe

Il primo appuntamento della rassegna è per il 4 marzo presso l’Auditorium Don Bosco di Bollate.

Protagonisti Simone Zanchini (Fisarmonica) e Gabriele Mirabassi (Clarinetto) con Il gatto e la volpe.

Un duo eclettico e capace di fondere sonorità diverse sfruttando al meglio le caratteristiche peculiari di ognuno.

Da un lato il virtuosismo ormai pluridecennale di Gabriele Mirassi con il suo clarinetto.

Dall’altro l’originalità innovativa di uno dei migliori fisarmonicisti a livello internazionale come Simone Zanchini.

Dalle sonorità dell’America Latina, passando per lo swing, per arrivare a un jazz moderno capace di coinvolgere ogni tipo di pubblico

Bollate Jazz Meeting 2024

Bollate Jazz Meeting 2024. Enrico Pierannunzi Trio

L’11 marzo ospite della rassegna sarà l’Enrico Pierannunzi Trio per una serata di altissimo jazz made in Italy e non solo.

Con oltre 70 compilation pubblicate a suo nome Enrico Pierannunzi con i suoi 75 anni è un pilastro del jazz italiano.

Ha collaborato con Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron e molti altri ancora.

È tuttora l’unico artista italiano ad aver suonato e registrato più volte al Village Vaguard di New York con Marc Johnson e Paul Motian.

Nel concerto di Bollate sarà accompagnato da Thomas Fonnesbaek al contrabbasso e Roberto Gatto alla Batteria.

Bollate Jazz Meeting 2024

Bollate Jazz Meeting 2024. Giovanni Falzone Freak Machine

Terzo appuntamento della rassegno il 18 marzo con la tromba di Giovanni Falzone.

Per l’occasione accompagnato da Giuseppe la Grutta al basso elettrico e Andrea Bruzzone alla Batteria.

Freak Machine sono una serie di brani composti dallo stesso Falzone, in forma non convenzionale.

Brani caratterizzati da una forte componente ritmica e melodica che rendono riconoscibile e particolare il sound del trio.

Giovanni Falzoni ha alle spalle quasi un decenni di collaborazione con enti lirici e sinfonici italiani.

Soprattuto con l’Orchestra Giuseppe Verdi di Milano.

Dal 2004 si dedica in modo prioritario al jazz e alla composizione dei suoi brani come quelli che porta in concerto a Bollate.

Bollate Jazz Meeting 2024

Bollate Jazz Meeting 2024. Ellis in Wonderland

Il 25 marzo la rassegna darà spazio al compositore e trombettista jazz californiano Don Ellis.

Con lui a formare il trio Danilo Gallo al contrabbasso e Ferdinando Faraò alla bateria.

Considerato un genio innovatore e visionario, Don Ellis, è un autentico sperimentatore.

Tanto che nella sua musica ha incorporato elemento del rock, della musica elettronica e di altri generi musicali provenienti da varie parti del mondo

Bollate Jazz Meeting 2024

Bollate Jazz Meeting 2024. Tia Fuller Quartet

A chiudere la rassegna bollatese sarà il Tia Fuller Quartet il 22 aprile sempre all’Auditorium Don Bosco di Bollate.

Ad accompagnare il sax alto di Tia Fuller ci sarà il piano di Roberto Tarenzi, il contrabbasso di Luca Fattorini e la batteria di Marco Valeri.

Originaria di Denver, Tia Fuller alterna l’attività di concertita con quella di insegnante presso il Berklee College of Music di Boston.

Compositrice e bandleader è un’artista capace di spaziare dal jazz al pop, passando per l’R&B e molto altro ancora.

A lei la Disney si è ispirato per la protagonista del film Soul e dove Tia Fuller ha partecipato con la colonna sonora del film.

Bollate Jazz Meeting 2024

Foto e immagini by Bollate Jazz Meeting

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Pocahontas, la leggenda by Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli

(Pocahontas) Articolo scritto da E.T.A. Egeskov per Pillole di Cultura

Dal 23 marzo al 17 aprile appuntamento con La leggenda di Pocahontas presso l’Atelier Carlo Colla & Figli di Milano.

SOMMARIO

La tradizione del teatro di marionette a Milano affonda le sue radici fin nel XVIII secolo.

La storia della famiglia Colla coincide in gran parte con quella del teatro di marionette meneghino.

Tanto che all’inizio del Novecento la compagnia marionettistica dei Colla viene scritturata per il celebre Teatro Gerolamo.

Teatro nel quale resterà sino al 1957, anche se nel frattempo prenderà la gestione anche della sala di Piazza Beccaria.

Pocahontas. L’atelier Carlo Colla & Figli

Dal 1994 l’Atelier Carlo Colla & Figli di Milano ospita per tre mesi all’anno la stagione della omonima compagnia.

La Compagnia Carlo Colla & Figli per due periodi di 15 giorni ciascuno è ospite anche del Piccolo Teatro, sempre di Milano.

Contemporaneamente l’atelier è anche il luogo ove sono conservati gli archivi storici della compagnia.

Custodisce oltre 30.000 pezzi (fra marionette, costumi, scenografie, attrezzature di scena, etc…) a partire dal 1699 fino ai giorni nostri.

Oltre a ospitare corsi e laboratori per il teatro di marionette e quello di figura.

Pocahontas. La leggenda

Grazie al film della Disney del 1995 un po’ tutti quanti conosciamo La leggenda di Pocahontas.

La principessa dei nativi americani che sposò un inglese e divenne una celebrità in Europa.

Secondo la tradizione fu John Smith di Jamestown che venne catturato dalla tribù Powhatan a rendere celebre la principessa.

Pocahontas infatti era figlia del capo tribù e secondo il racconto dello Smith gli salvò la vita quando venne messo a morte dopo essere stato catturato.

In base a questa versione nacquero relazioni amichevoli fra la tribù Powhatan e i primi coloni insiediati nella Virginia all’inizio del 1600.

Verso il 1612 venne catturata da alcuni coloni che tentarono di scambiarla con alcuni priginieri inglesi in mano ai nativi americani.

Durante la prigionia Pocahontas conobbe John Rolfe del quale divenne moglie nel 1614.

Nel 1615 la coppia lasciò il Nuovo Mondo per un viaggio in Inghilterra.

Dopo due anni decisero di far rientro in Virginia ma praticamente all’inizio del viaggio Pocahontas si ammalò e morì.

Fu seppellita in una chiesa del Kent anche se della sua tomba si è persa traccia a causa di un incendio.

Pocahontas. Lo spettacolo

Normalmente il teatro di marionette attinge alla tradizione europea per i suoi spettacoli.

Ciò non di meno Pocahontas è stata una lodevole eccezione, ben prima che se ne accorgesse la Disney.

Lo spettacolo ha voluto sottolineare il carattere di tragedia, inteso in senso “greco” della vicenda,.

Sottolineato anche dalle musiche di Lorenzini, che ben di differenziano da quelle dei cartoons d’oltreoceano.

Naturalmente nel disegnare la storia per marionette si è dovuto tenere in equilibrio verità storica e leggenda.

Compito non sempre agevole, ma contrariamente a quanto accaduto con i film d’animazione il teatro di marionette ha voluto dare vita a una Pocahontas più verosimile e veritiera.

Dedicato ai bambini come sempre è uno spettacolo che non viene disdegnato dagli adulti, come tutti quelli della compagnia.

Pocahontas. Le date

Lo spettacolo va in scena dal 23 febbraio al 17 marzo 2024 presso l’Atelier Carlo Colla & Figli di Milano.

Gli spettacoli pomeridiani sono previsti per le ore 16.00.

E si terranno nei giorni 25 febbraio, 3, 10 e 17 marzo.

Il 23, 24, 29 febbraio lo spettacolo andrà in scena in versione serale con inizio alle ore 20.00

Come pure nei giorni 1, 2, 7, 8, 9, 14, 15, 16 marzo l’inzio dello spettacolo sarà sempre alle ore 20.00.

Pocahontas

Pocahontas. Crediti spettacolo

La leggenda di Pocahontas è uno spettacolo di marionette di Eugenio Monti Colla, da un’idea di Eugenio Monti Colla e Elisabetta Di Mambro.

Le musiche sono di Danilo Lorenzini mentre le scene del repertorio della Compagnia sono integrate da Franco Citterio.

I costumi sono a cura di Eugenio Monti Colla, le luci di Franco Citterio e la direzione tecnica di Tiziano Marcolegio.

Le voci recitanti sono di Loredana Alfieri, Marco Balbi, Roberto Carusi, Mariagrazia Citterio, Tommaso Correale Santacroce, Fabio Mazzari, Lisa Mazzotti, Sheila Perego, Gianni Quillico, Franco Sangermano.

I marionettisti sono Franco Citterio, Maria Grazia Citterio, Piero Corbella, Camillo Cosulich, Debora Coviello, Cecilia Di Marco, Michela Mantegazza, Tiziano Marcolegio, Pietro Otto Monti, Giovanni Schiavolin, Paolo Sette.

Voce Giulia Olcese, strumentisti del LaRiS Ensemble: Paolo Sportelli e Enrico Gabrielli (clarinetti) Daniele Savi (corno) Antonio Papetti (violoncello).

La regia è curata da Eugenio Monti Colla

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Tutta colpa del cioccolato 5° book della serie di Adele Ross

(Tutta colpa del cioccolato) Articolo scritto per Libri, Pillole di Cultura ed Emozioni in punta di penna

Ascolta “Emozioni in punta di penna. Puntata 1 – Tutta colpa del cioccolato 5° book della serie di Adele Ross” su Spreaker.

Con Tutta colpa del cioccolato la scrittrice Adele Ross aggiunge un nuovo capitolo, il quinto, alla fortunata serie Tutta colpa di…

SOMMARIO

A distanza di oltre sei anni l’autrice della serie Tutta colpa di… torna con un nuovo capitolo dal titolo Tutta colpa del Cioccolato.

Dopo aver fatto sorridere e commumere il pubblico con i quattro volumi precedenti Adele Ross è tornata con un nuovo capitolo della serie.

L’autrice è fresca del recente successo del volume Caduta nel passato, un romance/viaggio nel tempo.

Tutta colpa del cioccolato. Il libro

Premessa: niente spoiler.

Dunque nessuna paura a leggere le righe che seguono.

Non verrà svelato nulla del finale e di ciò che accade nel corso della storia.

Adele Ross torna alla serie di Tutta colpa di… dopo oltre sei anni di silenzio (ma con tanti altri libri pubblicati però).

Lo fa con un libro che già dal titolo promette molto e leggendolo conferma le attese.

La protagonista, Naieda, lavora in un’agenzia pubblicitaria e deve curare una campagna per un cliente molto particolare.

Ma si sa, l’ufficio a volte può essere galeotto e ciò che sembrava davvero impossibile diventa quanto mai realtà…

No spoiler… soltanto un consiglio: leggetelo anche per scoprire il segreto di questo misterioso cioccolato.

Ne vale davvero la pena!

Tutta colpa del cioccolato. La serie

Tutto ebbe inizio nell’ottobre del 2016 con il primo volume dal titolo Tutta colpa del matrimonio.

Un romance chick-lit permeato dalle musiche degli ABBA e di tanta ironia che rende Tricia, la protagonista, unica nel suo genere.

Un volume che ha incontrato il favore del pubblico e continua a piacere anche a distanza di otto anni ormai.

Il secondo volume ha un titolo che è tutto un programma: Tutta colpa di San Valentino.

E cosa c’è di più azzeccato in questo periodo dell’anno?

Segue poi un libro decisamente estivo e sorprendente come Tutta colpa di Caraibi.

Cambiano le ambientazioni e i protagonisti ma la verve, l’ironia e le emozioni non mancano, neppure su un’isola lontana.

Il quarto volume delle serie ci porta in clima natalizio, come suggerisce il titolo Tutta colpa di Natale.

Godibile in ogni momento dell’anno è imperdibile sotto l’albero addobbato.

Tutta colpa del cioccolato. L’autrice

Adele Ross a partire dal 2016 sino ad oggi ha pubblicato in self-publishing 20 libri più due raccolte.

La scelta di auto-pubblicarsi rispecchia la sua volontà di essere editrice di se stessa per poter arrivare al suo pubblico in totale autonomia.

Adele Ross ha uno stile molto particolare, vivace, capace di battute al vetriolo che riesce ad alternare a scene romantiche da film.

Indimenticabili, a detta della gran parte dei suoi lettori, sono i dialoghi.

Serrati, vivi, verosimili, pungenti, divertenti, romantici… unici verrebbe da sintetizzare.

Un’autrice amata per le sue storie mai scontate e banali, ricche di humor e dialoghi pungenti.

Libri dal ritmo serrato e che si fanno leggere tutto d’un fiato.

Tutta colpa del cioccolato. Adele Ross omaggia Jean Webster

Cinque anni fa, nell’estate del 2019, Adele Ross volle omaggiare una grande scrittrice americana del ‘900.

Forse il nome Jean Webster non dice granché a molti, ma Papà Gambalunga dovrebbe al contrario accendere qualche lampadina.

Specialmente a chi ha un po’ di anni sulle spalle e ricorda il famoso film del 1959 con Fred Astair e Leslie Caron.

Ispirandosi proprio al libro della Webster l’autrice Adele Ross ha voluto ricreare quel mood portandolo ai giorni nostri.

È nato così Un inaspettato benefattore, un romance che è più di una semplice storia d’amore e che ha regalato emozioni a tutti coloro che lo hanno letto.

Tutta colpa del cioccolato. Gli altri libri

In questi otto anni Adele Ross ha pubblicato volumi ricchi di humor e sentimento ma non solo.

Con I lupi di Central Park e Hans, Greta e la strega del marzapane ha voluto sconfinare nel mondo delle fiabe e del fantastico, a modo suo però!

Con Il cuore fragile di una strega è andata incontro al pubblico teenager con una storia tutta per loro, sempre in stile Adele Ross.

Due incursioni anche nel mondo del paranormale con Oh my ghost, ho ereditato un fantasma e Caduta nel passato.

Due storie romance venate di elementi sovrannaturali ma sempre con tanta ironia, battute al vetriolo e tanto sentimento.

Senza dimenticare i due romance un po’ paranormal e un po’ natalizi come Amaliah, apprendista diavoletta combinaguai e L’angelo della porta accanto.

E sempre in tema natalizio come non ricordare anche Aiuto, Babbo Natale mi ha rapito, dove la sensualità va persino al Polo Nord?

Da non perdere anche la raccolta di racconti, tutti al vetriolo, di Piccole bomboniere crescono.

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